Diventare una viaggiatrice…

Mi ritrovo qui..dopo 3 mesi di vagabondaggio su e giù per l’Italia, insieme alla mia piccola grande Vittoria… e cerco di trarre delle conclusioni e un modo per andare avanti, nella staticità scolastica autunnale. Non ci siamo spinte troppo lontane..mete sempre più che sicure e affidabili…determinate dalla scelta di bellezza, novità, divertimento, affetti e piacere di vivere.Non sono ancora pronta per avventure più estreme: so che arriveranno …ma per adesso mi piace ancora l’idea di spostarci in territori più o meno noti, con diversi mezzi e con volti familiari spesso da raggiungere. La cosa che devo però riconoscere è che mia figlia sta crescendo come una vera viaggiatrice. Sa abituarsi a tutti i cambiamenti, le piace spostarsi, vedere posti nuovi, persone diverse, dormire in letti e stanze che non sono mai le stesse e per ogni ambiente trova una strategia, un oggetto, una foto… per farselo suo. Teme sempre il veloce scorrere del tempo, non desidera mai tornare a casa….pur essendo affezionata alle sua cose come una qualsiasi 7enne. Si fa bastare le cose che decide di portarsi e non sente nostalgia di nulla e nessuno. Trova conforto nel pensiero che manca sempre ancora tanto alla fine di qualcosa..anche nelle scomodità e nelle precarietà. E’ curiosa e felice di andare alla scoperta di cose nuove e sa apprezzare l’equilibrio e la pace delle soste. Vede sempre il lato positivo delle situazioni ma sa anche aspettare soluzioni migliori. Affronta momenti più faticosi se promettono panorami indimenticabili, sorpresa ed interesse. Insomma…anche se a volte credo che le sfacchinate a cui ci sottoponiamo siano forse troppe…e sarebbe più semplice trovare una “Comfort zone” e viversela senza troppi sbatti…quando penso ai risultati che invece arrivano, di fronte a questa nostra formula di “viaggio-vacanza” , credo che ne valga la pena. Tutti i km percorsi quest’estate… in auto sotto il sole cocente o nel buio stellato di certe strade…  nelle ore “vuote” sui ponti delle navi a guardare i delfini e l’orizzonte infinito,…. sui treni con il tablet in mano, perse tra un finestrino e l’altro…. , nello stress più duro per qualche minuto passato su una bidonvia…., nella fatica di una pineta ombreggiata in sella ad una bici …..e sulla sabbia rovente sotto i piedi … ,sono sempre stati ripagati da un abbraccio ad un cugino, da una surfata con lo zio, da super bagni in un’acqua turchese con le amiche, da passeggiate stancanti su e giù per sentieri ripidi nell’aria tersa della montagna, da arrampicate sugli alberi per raccogliere le mandorle, da fari infuocati da tramonti nel mare, da passeggiate in città diverse dalla nostra ….a coglierne il piacere e la novità, i profumi e le persone. Credo che valga davvero la pena non accontentarsi troppo ma continuare a viaggiare…non fermarsi mai a lungo in un luogo ma muoversi alla scoperta di spazi ignoti. Per conoscersi e mettersi alla prova, sapere fino a dove possiamo arrivare e tornare con qualcosa in più nel nostro bagaglio. Non importa quanta strada ci sia da percorrere, spesso ne basta pochissima.Questo cerco di insegnare a me stessa e alla mia bimba e sono certa che non siano energie buttate.