Una sera al cinema: Inside Out

Ieri sera con la scusa di portare le bimbe al cinema siamo andati tutti quanti a vedere l’ultimo film della Pixar: Inside Out. Di cose da dire ne avrei tantissime ed inizio dal punto che come sempre… secondo me… ne è uscito un capolavoro. Stranamente non ho versato una lacrima: non l’ho trovato commuovente e non mi è sembrato nemmeno che raccontasse una vera storia. Si tratta più che altro di un’analisi e di una lunga riflessione. Penso che sia un film più per adulti che per bambini (e questa è una gran banalità)… ma sarebbe interessante mettere insieme tutti i loro punti di vista e sono certa che verrebbe fuori una storia tanto diversa quanto interessante, magica e ancor più visionaria. A me è piaciuto per mille motivi..e qui proverò ad elencarne alcuni. Geniale il fatto di avere dato forma e vita alle 5 emozioni più importanti: penso sia utilissimo visualizzarle in modo concreto, per utilizzarle al meglio e combatterle quando si mettono di traverso… perchè spesso la difficoltà più grande, nel fare i conti con gli stati d’animo, è proprio il fatto di considerarli astratti ed impercettibili. Ho adorato la decisione di dare volti, espressioni e forme mirate per ogni emozione: la paura per esempio è brutta e comica (e questo nell’immaginario la rende meno pericolosa e più simpatica), la tristezza è dolce e tenerissima (quasi per incitare a farci pace), la gioia.. come da clichè… è bella, determinata e illuminata, la rabbia rossa ed infuocata (come nell’ideale vediamo la forza, l’energia e il coraggio) e il disgusto furbo, vanitoso e trendy. Ho trovato eccellente la scelta di far si che la tristezza avesse un ruolo determinante… tanto quanto la gioia..soprattutto di questi tempi in cui essere felici, allegri e divertenti sembra l’unico modo per venire accettati dagli altri mentre la tristezza deve essere oppressa e nascosta. Non si ha più tempo per piangere e riflettere sulle cose, siamo intimoriti dall’angoscia e dalla malinconia e tutto scorre nella frenetica ricerca di una “certa felicità” sempre più irraggiungibile. La tristezza ci pone in un contatto troppo stretto con la vita e ne siamo sempre più terrorizzati. E in questo i bimbi hanno molto da insegnarci. Fantastica la raffigurazione dell’inconscio e di tutto ciò che di tremendo vi viene infilato dentro (in modo irreversibile): oggetti, persone e immagini …definiti dalla stessa “Tristezza” : “..i famosi piantagrane…”. Chi di noi non ha dentro di sè questo spazio iper attivo,vivace e pieno di “mostri” da rimuovere e da combattere? Mi sono trovata d’accordo (perchè sposa in pieno il mio pensiero e il mio agire) sul fatto che ognuno di noi abbia bisogno e diritto ad “isole felici” nella propria memoria e nel proprio animo, perchè esse ci permettono di andare avanti per la dritta via e di essere quello che siamo. Ci fanno diventare delle persone strutturate, articolate e ben definite. Questo è ciò che cerco di fare quotidianamente con la mia bambina e credo sia quanto hanno fatto i miei genitori con me: ci sono ricordi, emozioni, momenti, viaggi, persone, fedi… che ci guidano per tutta la vita, nei nostri percorsi più complessi. Non è mancato il solito amico immaginario destinato come sempre a sparire ma molto importante e positivo per lo sviluppo dei primi anni di vita. La selezione della memoria e la sua incapacità di conservare ogni cosa… tant’e che arriva un punto in cui ciò che non dovrebbe più servire inizia a sbiadire. Mi hanno fatto ridere tantissimo le varie parodie delle espressioni degli animi umani e animali: complicazione e paranoia nelle donne, ingenuità e semplicità negli uomini, pensiero univoco nell’adolescente, animo complesso per il gatto e basico per il cane. Insomma….io credo che questo film sia davvero “necessario”. Un film da vedere perchè regala mille spunti di riflessione ed ognuno può immedesimarsi in uno stato d’animo più che in un altro.. ma magari a fine serata viene a tutti voglia di fare un pò pace con tutte queste emozioni…che ci compongono, ci attraversano e ci guidano. Sarebbe bellissimo essere governati soltanto da gioia, entusiasmo, coraggio e positività (quello che poi molti cercano in droghe e anestesie varie)..ma noi siamo molto di più e tutto questo non basta per vivere consapevoli. Qui c’è il messaggio più importante di tutto il film….e vale per grandi e piccini, ognuno nel suo presente e nel suo immaginario.

In quanto a me chissà…magari la prossima volta che dovrò salire su un ascensore proverò a raffigurarmi il mio personaggio “Paura” e mi convincerò che tutto sommato ci posso trattare.O quando in certe notti i pensieri negativi si faranno morbosi e assillanti cercherò di attivare “Disgusto o Gioia” e metterle all’opera su qualcosa di concreto.O quando la “Rabbia” renderà meno lucidi i miei giudizi proverò a farla tacere e a prendere tempo. E lo stesso sta valendo per Vittoria: stamattina si è svegliata offesa per una stupidata e appena le ho chiesto se “Gioia” stesse dormendo e a pilotare il cervellino ci fosse “Tristezza” ….,si è fatta una grossa risata.

Consiglio questo film a tutti…soprattutto a coloro che non hanno bambini da accompagnare ma che hanno voglia di passare un paio d’ ore intelligenti.

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